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Una frase al giorno...
Il grand'uomo ha due cuori:
l'uno sanguina,l'altro sopporta

-Kahlil Gibran


________________
DISCLAIMER
________________

IL PROVERBIO DEL MESE:

DICEMBRE

"Dicembre gelato

non va disprezzato"

NOVEMBRE

"Novembre va in montangna

e abbacchia la castagna"

OTTOBRE

"Ottobre piovoso,

campo prosperoso."

SETTEMBRE

"Aria settembrina fresco la sera

e fresco la mattina."

AGOSTO

"La prima pioggia di agosto

rinfresca il bosco"

LUGLIO
"Luglio soleggiato, vino a

buon mercato"

GIUGNO

"Giugno la falce in pugno"

MAGGIO

"Chi pota di maggio e zappa di agosto

non raccoglie né pane né mosto"
APRILE
"Aprile carciofaio,maggio cilegiaio"

MARZO

"Chi nel marzo non pota la sua vigna,

perde la vendemmia" 

FEBBRAIO

"Non c'è carnevale senza

luna di Febbraio"

GENNAIO

"Gennaio rigoroso anno felice"

UN FRUTTO AL MESE:

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

 

SETTEMBRE

AGOSTO

LUGLIO

GIUGNO

MAGGIO

APRILE

MARZO

FEBBRAIO

GENNAIO

UN FIORE AL MESE:

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

SETTEMBRE

AGOSTO

LUGLIO

GIUGNO

MAGGIO

APRILE


MARZO

 

FEBBRAIO


GENNAIO

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

SETTEMBRE

AGOSTO

 

LUGLIO

 

 

 

 

 

 

GIUGNO

MAGGIO

APRILE

MARZO

CULTURA
Sereno Ferragosto....
14 agosto 2018


(Foto dal web)


“…Ma icittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti in folla aFerragosto. Erano l’immagine della frenesia più insolente. Ponevano un taleimpegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di «raptus»:era difficile non considerarli colpevolmente incoscienti.

(Pier Paolo Pasolini,Lettere Luterane)


CULTURA
La voce dei poeti: Il desiderio di ricchezza del sottoproletariato romano di Pier Paolo Pasolini
2 novembre 2011

Li osservo, questi uomini, educati

ad altra vita che la mia: frutti

d'una storia tanto diversa, e ritrovati,

quasi fratelli, qui, nell'ultima forma

storica di Roma. Li osservo: in tutti

c'è come l'aria d'un buttero che dorma

armato di coltello: nei loro succhi

vitali, è disteso un tenebrore intenso,

la papale itterizia del Belli,

non porpora, ma spento peperino,

bilioso cotto. La biancheria, sotto,

fine e sporca; nell'occhio, l'ironia

che trapela il suo umido, rosso,

indecente bruciore. La sera li espone

quasi in romitori, in riserve

fatte di vicoli, muretti, androni

e finestrelle perse nel silenzio.

È certo la prima delle loro passioni

il desiderio di ricchezza: sordido

come le loro membra non lavate,

nascosto, e insieme scoperto,

privo di ogni pudore: come senza pudore

è il rapace che svolazza pregustando

chiotto il boccone, o il lupo, o il ragno;

essi bramano i soldi come zingari,

mercenari, puttane: si lagnano

se non ce n'hanno, usano lusinghe

abbiette per ottenerli, si gloriano

plautinamente se ne hanno le saccocce

piene.

Se lavorano - lavoro di mafiosi

macellari,

ferini lucidatori, invertiti commessi,

tranvieri incarogniti, tisici ambulanti,

manovali buoni come cani - avviene

che abbiano ugualmente un'aria di ladri:

troppa avita furberia in quelle vene...

 

Sono usciti dal ventre delle loro madri

a ritrovarsi in marciapiedi o in prati

preistorici, e iscritti in un'anagrafe

che da ogni storia li vuole ignorati...

Il loro desiderio di ricchezza

è, così, banditesco, aristocratico.

Simile al mio. Ognuno pensa a sé,

a vincere l'angosciosa scommessa,

a dirsi: "È fatta," con un ghigno di re...

La nostra speranza è ugualmente

ossessa:

estetizzante, in me, in essi anarchica.

Al raffinato e al sottoproletariato spetta

la stessa ordinazione gerarchica

dei sentimenti: entrambi fuori dalla

storia,

in un mondo che non ha altri varchi

che verso il sesso e il cuore,

altra profondità che nei sensi.

In cui la gioia è gioia, il dolore dolore.

-Pier Paolo Pasolini-


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